Generative music: a new emerging system
- 9 set 2015
- Tempo di lettura: 4 min

E' possibile che un quadro si dipinga da solo? o che la musica possa nascere spontaneamente senza il nostro intervento? La generative music tenta di rispondere a questa domanda. Per cominciare sarà utile ragionare brevemente sul perchè sia interessante porsi un simile problema.
In fondo siamo abituati a considerare la musica e l'artepiù in generale come uno dei risultati intellettualmente più affascinanti raggiunti dal genere umano nell'arco della sua evoluzione sulla terra. Sebbene il regno animale abbondi di specie in grado di produrre una qualche forma di musica è solo con la specie umana che la musica ha raggiunto livelli di complessità ed evoluzione mai visti, sia dal punto di vista della "scrittura" che della forma sonora. La musica e l'arte sono quindi viste come una necessità umana sebbene dal punto di vista strettamente "evolutivo" non è esattamente chiaro quale ruolo "finalistico" esse possano svolgere. L'arte è certamente un "linguaggio" e una forma potente di comunicazione, di celebrazione e di coesione sociale. In alcune caverne in Francia sono stati scoperti dipinti risalenti ad almeno 35.000 anni fa.

A parte la bellezza per certi versi inquietantemente moderna dei tratti (in alcuni casi sembrano dei Picasso) di questi nostri lontani antenati, ciò che colpisce è la forma del messaggio, che ha attraversato i millenni letteralmente per giungere sino a noi. Che questi "primitivi" artisti ne fossero consapevoli o meno ciò va a costituire una continuità (l'arte è una modalità linguistica ancestrale) che ci lega attraverso l'abisso dei millenni ai nostri comuni antenati sulla terra.
Potremmo semplificare, senza per questo allontanarci troppo dalla verità, dicendo che l'intera storia umana consiste nel tentativo di "registrare" e conservare l'arte e la scienza (o le credenze e la religione se preferite) per i posteri. Pensiamo solo all'invenzione della scrittura e all'importanza assolutamente essenziale che ha avuto nel processo di sviluppo dell'intera storia umana.

Della musica non vi è traccia alcuna sino a quando per esempio non sono stati inventati sistemi efficaci di scrittura affinchè potesse essere tramandata cosa che non è avvenuta prima dell'avvento del canto Gregoriano in Europa a partire dall VIII sec. Sappiamo però con certezza dagli studi fatti dagli antropologi, che nessuna civiltà o società umana, anche nelle più remote parti del mondo è mai vissuta senza una qualche forma elementare di musica, e sono stati ritrovati flauti in osso risalenti a 30.000 anni fa circa.
Possiamo quindi vedere quanta parte abbiano avuto nell'evoluzione umana l'arte e la musica, in un lento infinitesimale processo evolutivo, che arriva fino ad oggi e che dura da migliaia di anni, milioni di anni se consideriamo lo sviluppo della specie umana nel suo insieme; dalle scimmie fino all'homo sapiens. Lo status di artista (prima stregone, o sacerdote) è una conquista notevole per l'umano, colui che crea la musica e scatena i sentimenti e modifica le sensazioni è sempre stato guardato con timore reverenza e rispetto come il demiurgo o il sacerdote dell'antico Egitto, lo sciamano. Perchè allora giunti a questo stadio dello sviluppo umano vogliamo addirittura creare una musica in grado di riprodursi da sola?

La risposta più semplice anche in questo caso sarebbe "perchè oggi è tecnicamente possibile"ma non è del tutto vera e non si tratta solo di questo. La cosiddetta "wind harp" per esempio esiste da diversi secoli ed è uno strumento che viene fatto suonare dal vento senza alcun intervento umano. E' una forma per quanto primitiva ed essenziale di generative music. Esiste un input (il vento) ed un output (i suoni dello strumento) che non è predicibile e dipenderà dalla forza e dalla direzione del vento (tutti parametri indipendenti da una umana volontà esecutrice).
La musica come processo di "organizzazione" del suono nelle varie forme ha subito nella storia "l'informazione" la catalogazione e la gestione attraverso la cultura dominante dell'epoca. Un compositore organizza la "diffusione sonora" attraverso la scrittura e direzione d'orchestra per esempio, al cui interno (specialmente nella musica moderna ma anche in forme più antiche come il barocco) possono essere presenti blocchi improvvisativi più o meno consistenti. Con l'avvento del jazz sappiamo che l'enfasi si è spostata sempre più verso lo studio dell'approccio improvvisativo all'interno di strutture musicalmente organizzate e coerenti. Nella "generative music"invece l'approccio è di tipo "evoluzionistico", "il compositore" può cioè determinare alcune forme di "input" ma mai "l'output". Posso quindi determinare alcuni parametri base della forma e del suono lasciando poi al software attraverso interazioni random il compito di gestire e organizzare le informazioni in maniera ogni volta differente. Il processo è quindi in divenire, e sebbene alcune forme possano risultare simili, il risultato non è mai esattamente uguale.

E' quello che è accaduto per esempio nel caso di 77 million painting l'installazione di Brian Eno che ha fatto il giro del mondo alcuni anni fa. In quel caso alla musica erano associate le forme delle immagini con lo stesso principio "generativo" e casuale. Il risultato pratico è stato che pur visitando la stessa mostra nella stessa città nessun visitatore ha mai visto o sentito la stessa musica o "quadro" due volte di seguito. E' un risultato filologico, filosofico ma sopratutto artistico, che per la prima volta nella storia dell'uomo, applica la duttilità e la trasformazione nel tempo, anzichè la staticità nell'opera d'arte come unico materiale possibile.
Se volete un effettiva applicazione artistica del πάντα ῥεῖ (panta rei) di Eraclito molti secoli dopo la sua formulazione. Per la prima volta nell'arte viene introdotto il fattore temporale come agente primario di trasformazione. In 77 million paintings le possibili permutazioni calcolate al computer sono appunto 77 milioni che sebbene (per quanto enorme) rappresentino un numero finito, di fatto pongono un limite alla "visibilità" (nonchè forse alla pazienza) di qualunque soggetto umano.




























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